mercoledì 10 novembre 2010

Fiat: lettera al prefetto di Torino

In questi giorni l’argomento Fiat é oggetto di commenti e valutazioni di ogni tipo e provenienza. Non entro nel merito ma voglio solo ricordare agli immemori l’atteggiamento tenuto in varie circostanze dal governo presieduto da Benito Mussolini sempre nei riguardi delle vicende legate all’azienda torinese.
Istruzioni inviate al Prefetto di Torino il 5 luglio 1927:
Signor Prefetto di Torino,
ad evitare il grave ed assurdo pericolo che la Fiat finisca per considerarsi una istituzione intangibile e sacra dello Stato, alla pari della Dinastia, della Chiesa, del Regime e avanzi continue pretese, bisogna considerare la Fiat come una intrapresa privata simile a migliaia di altre, del destino delle quali lo Stato può anche disinteressarsi. La Fiat ha molti operai sta bene, ma questo non le dà un titolo a speciali privilegi. Il numero degli operai passibili di licenziamento, può essere un elemento di considerazione benevola nel caso che la Fiat sia in linea col Regime; altrimenti i progettati licenziamenti hanno l’aria di un ricatto che il governo fascista non subirà mai, anche se la Fiat chiudesse domani - tutte le sue officine, io credo che un atteggiamento di perfetta indifferenza di fronte alla condotta e alle vicende della Fiat sia quello da seguire. Il problema della disoccupazione sarà affrontato dal Regime con i suoi mezzi al momento opportuno. La Fiat faccia il suo gioco. Il Regime farà il suo. Questa specie di ossessione - a fondo ricattatorio - su quello che fa o non fa, farà o non farà l’impresa privata della Fiat deve finire.
Inspiri la sua condotta e quella degli altri organi del Regime a queste mie istruzioni
”.
Firmato Benito Mussolini
In data 16 luglio 1937 telegramma inviato al Prefetto di Torino:
Comunichi al Senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti Fiat devono esserci comodi e decorosi refettori per gli operai. Gli dica che l’operaio che mangia in fretta e furia vicino alla macchina non è di questo tempo fascista. Aggiunga che l’uomo non è una macchina adibito ad un’altra macchina”.
Firmato Benito Mussolini
Superfluo ogni commento.

 

0 commenti: