giovedì 21 ottobre 2010

Francia in rivolta

E' incredibile come i media embedded stiano minimizzando quanto da una settimana sta accadendo in Francia. Milioni di transalpini stanno scioperando, manifestando e bloccando le aree produttive del paese contro l'espressa volontà di Sarkozy e dell'oligarchia liberista che lo telecomanda, di mettere mano alla riforma del sistema pensionistico con conseguente innalzamento dell'età per riacquisire quella libertà che lo schiavismo salariato ci nega per quasi tutta la vita. 
Lo scontro in Francia è forte, e non immune da incidenti e scontri con le forze dell'ordine che hanno prodotto più di 1400 arresti. La bellezza della democrazia liberale sta tutta qui: nella capacità di imporre anche con la forza linee guida imposte dai signori del denaro e dai mondialisti. In barba ai popoli e alle nazioni vessate, umiliate e defraudate. 
Due articoli  a seguire, il primo estratto da uno scritto di Tito Pulsinelli, e il secondo a firma di Andrea Perrone.
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Al lettor non far sapere che...
in un terzo delle regioni manca la benzina - 79% dei francesi esige "Sarkozy devi trattare con i sindacati!"

La Francia è ferma, i francesi l'hanno paralizzata per impedire il prolungamento degli anni di lavoro, per sventare quel che definiscono una rapina alle pensioni. Sono eventi di rilevanza maiuscola per la maggioranza degli europei e -soprattutto- per gli italiani che subiranno lo stesso salasso imposto dalla Banca Centrale Europea e dal FMI. Nessun cittadino europeo ha eletto il signor Trichet, Barroso o la cordata dei filibustieri di Bruxelles che -dopo aver sborsato l'inenarrabile per salvare i pirati delle Borse- oggi mettono entrambe le mani nelle tasche degli europei. Di preferenza quelli più anziani.

Per la grande stampa italiana, la protesta e le manifestazioni dei francesi sono cosa di secondaria importanza. La gerarchia delle priorità informative, è dimostrata dalle loro prime pagine delle edizioni elettroniche. Evidenziano occultamento, minimizzazione, sforzo per relegare in un angolo buio quel che interessa milioni di lettori, lavoratori, impiegati ecc. 

Si sono svolte ben 266 manifestazioni in tutta la Francia. Il Senato voterà questa settimana la riforma - molto probabilmente giovedì sera - già passata all’Assemblea nazionale, che porterà ad un aumento  dell’età minima pensionabile da 60 a 62 anni.

Scontri tra liceali e polizia si sono verificati in varie parti del Paese. Secondo le autorità 374 scuole sono colpite dalle agitazioni, ma i sindacati di categoria parlano di oltre 1.200. Ieri l’altro - ha riferito il ministero dell’Interno francese - sono stati arrestati quasi 300 dimostranti, mentre centinaia di studenti hanno bloccato l’accesso alla centralissima Place de la Republique nella capitale. Scontri tra studenti e polizia si sono verificati ieri mattina a Nanterre, alle porte di Parigi, dove sono state inoltre bruciate alcune auto e una ragazza è rimasta ferita dall’esplosione del suo motorino. Un istituto scolastico è stato dato alle fiamme a Le Mans, e secondo France Info l’incendio è divampato nella notte dopo una dimostrazione di studenti.

Sempre più difficile la situazione del rifornimento di carburanti. Circa 2.500 delle 12.000 pompe di benzina sono ormai a secco, anche se il governo ha assicurato che la Francia ha sufficienti riserve per varie settimane, e che la polizia continuerà a rompere i blocchi ai depositi di carburante. Pesanti i disagi anche ai trasporti, già annullati il 50% dei voli dall’aeroporto di Parigi Orly e il 30% dallo scalo internazionale della capitale, Roissy-Charles de Gaulle. Problemi anche alle ferrovie, secondo la Sncf metà dei treni dei pendolari sono rimasti fermi, così come 4 Tgv (treni ad alta velocità) su 10. Auto in fila anche su diverse autostrade per la protesta dei “camion lumaca” che sta continuando a provocare enormi disagi e grandi ingorghi.

Il capo dell’Eliseo ha promesso comunque che prenderà provvedimenti contro la chiusura delle raffinerie nel Paese, che si sono unite allo sciopero contro la riforma delle pensioni, causando una penuria di carburante nel Paese. Il presidente ha previsto così di dispiegare le forze dell’ordine per forzare i blocchi e garantire gli approvvigionamenti. “In una democrazia - ha osservato da Dauville Sarkozy - ognuno può esprimersi, ma deve farlo senza violenza o eccessi. Non appena rientrato a Parigi, terrò una riunione per sbloccare la situazione, perché ci sono persone che vogliono lavorare e che non possono rimanere senza benzina”. “Se ho paura degli eccessi? Naturalmente non li prendo a cuor leggero. Ma il più grande eccesso sarebbe quello di non fare il mio dovere portando avanti la riforma delle pensioni”, ha concluso.

Tuttavia le manifestazioni proseguono, i francesi non mollano. Secondo i sindacati, la manifestazione parigina contro la riforma delle pensioni di ieri ha visto la partecipazione di 330 mila persone. Questa mobilitazione è paragonabile a quella del 12 ottobre, che aveva stabilito un record di affluenza dall’inizio della contestazione.
 

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